L’ex base Nato di Bagnoli era, ed è un simbolo; è la visione plastica dell’equazione auto=petrolio=guerre.

Filo spinato, check point, tunnel segreti, un luogo di massima sicurezza che doveva proteggere chi da li ordinava le operazioni belliche degli anni novanta nel Mediterraneo.

E’ bastato questo forte richiamo simbolico per coinvolgere le migliaia di persone che hanno partecipato all’ottava edizione del Napoli Bike Festival. Un flusso di bici che partendo dal cuore della città si è poi ritrovato in questo luogo simbolo, insieme ad una moltitudine di persone con una motivazione chiara: dimostrare a tutti che Napoli Pedala! 

C’erano quelli che non si sono scelti una vita facile, che amano in modo spropositato la propria terra e come in ogni storia d’amore che si rispetti, non fanno calcoli, ne si risparmiamo.

C’erano i papà e le mamma che nonostante tremino dalla paura portano i loro figli a scuola in bici.

C’erano gli insegnanti, che si prendono la responsabilità di organizzare pedalate extra orario curriculare per regalare emozioni ai propri allievi.

C’erano i randonneurs, ciclisti dai 100/200/300 km ad uscita, ma che al Pride della bici non potevano mancare.

C’erano gli imprenditori che hanno deciso di vendere bici  e servizi di mobilità sostenibile a Napoli.

C’erano quelli che accompagnano i turisti in giro per la nostra città in bici, provando a fargli vedere tutto il bello, solo il bello.

C’erano quelli più bravi di noi, che continuano a dirci che si può fare, che si può cambiare. 

C’erano quelli che nei palazzi istituzionali, provano a farsi capire anche quando sembra che si parli lingue diverse.

C’era chi continua a muoversi in auto ma ha capito che può farne a meno.

C’erano gli operatori sociali che portano la bici nei contesti più difficili.

…quelli che pedalano all’alba e quelli che non sanno pedalare.

Quelli da treno più bici…ah se solo passasse più spesso !!!

Quelli che la bici è libertà, amicizia; da soli o in gruppo; ottimo pretesto per mangiare di più; sollievo di non dover fare la dieta o andare in palestra.

Quelli che quando vedono qualcuno pedalare, gli sorridono.

Quelli che la bici è un mezzo formidabile per parlare di arte e cultura.

Quelli che grazie alla pedalata assistita hanno scoperto quanto è facile muoversi in città per andare in ufficio.      

Quelli che nonostante ci siano i disfattisti, i pessimisti cosmici che ti dicono che non si può, rispondono  pedalando. 

Quelli che grazie al cicloturismo riscoprono aree dimenticate e riportano gente ed economia.

Quelli che vogliono fare qualcosa di concreto a difesa del nostro ambiente.

Quelli che avrebbero voluto esserci anche fisicamente, ma non potevano.

C’erano quelli che pedalano, quelli che vorrebbero farlo e quelli che non ci pensano proprio, ma c’erano !

Il Festival da sempre è un pretesto per introdurre un cambiamento. Quest’anno era più forte la consapevolezza che una città a pedali sono in tanti a volerla, perché riprendere a vivere e respirare anche nei centri urbani è una necessita non più rinviabile.

Grazie da tutti noi

* cit. Antonio Machado