Prende forma nella Città di Napoli, l’area metropolitana più importante del Sud Italia, un progetto di mobilità di portata finalmente europea.Il progetto che si è aggiudicato il bando indetto da Invitalia per l’area orientale della città partenopea porta il nome BResT.

 

Il relativo bando, proposto da Invitalia, per conto del Comune di Napoli, è un concorso internazionale per la riqualificazione dell’area Est con interventi infrastrutturali, sistemazione di aree verdi, e soprattutto una reale e concreta visione di mobilità.

Per quel che riguarda infatti il capitolo mobilità e trasporto, le novità sono rivoluzionarie rispetto allo stato attuale dell’area. La pista ciclabile prevista è tracciata lungo tutta l’area e ramificata in tutti i punti più estremi della cartina; la realizzazione di un BRT (Bus Rapid Transit), espressamente richiesto dal bando, costituisce la linea principale ed è il cuore del progetto, avendo l’ambizione di connettere con un mezzo a carreggiata esclusiva Piazza Garibaldi fino all’Ospedale del Mare, passando per alcuni punti nevralgici come Piazza Nazionale, il cui spazio pubblico viene completamente rigenerato e reso più accessibile, accogliendo anche la linea del tram esistente, per poi percorrere via Taddeo da Sessa, via Ferraris, via Argine, via Mario Palermo.

Un importante punteggio era previsto nel bando per la riqualificazione urbana perseguendo, in una visione più ampia, l’esigenza di riorganizzare gli spazi esistenti e interconnettere le linee del trasporto pubblico all’interno di un’area in radicale trasformazione. La valorizzazione urbana e ambientale sono stati quindi obiettivi fondamentali della proposta, in un territorio da molti anni rimasto periferico e contrassegnato poi da limitate o assenti interconnessioni funzionali con il centro della città.

L’idea vincente del progetto BResT ha approfondito in maniera innovativa ma realistica le varie questioni, grazie alla convergenza di saperi e professionalità tra la società di ingegneria Tecnosistem e il professore Pasquale Miano, dimostrando quindi, da un lato, le conoscenze legate alla logistica e ai trasporti e, dall’altro, una visione urbana e paesaggistica d’insieme per l’area orientale di Napoli.

Le piste ciclabili, tracciate in arancione nella pianta, sono una costante entusiasmante, parallele e mai separate dal tracciato BRT. Tutta la sezione stradale è quindi riarticolata rispetto ad ora per permettere la costruzione di aree verdi ma anche per garantire sicurezza e continuità al ciclopedone che si trova sulla ciclabile.

 

Inoltre, considerata la complessità della zona, la presenza di aree molto articolate dal punto di vista infrastrutturale, la prossimità dell’autostrada e l’abbandono odierno dell’area, le ambizioni di BResT sono state le favorite, alla luce di una pianificazione che conosce la realtà partenopea ma che guarda a standard europei, di altre città che hanno già reso reale e indispensabile ricollegare e potenziare le periferie prossime al centro città.

Ora, il progetto di fattibilità tecnica ed economica andrà a scontrarsi con la realtà, forse con il rischio di cedere a qualche compromesso; ma di fatto, dimostra oggi le alte ambizioni auspicate per una Napoli che merita un livello di mobilità non diverso dal resto delle città europee.